25 cose da fare in Marocco

Il Marocco premia chi sceglie poche esperienze e le vive davvero. Queste venticinque sono quelle a cui le nostre guide tornano sempre: la duna che si sale prima dell’alba, il vicolo che profuma di cedro e menta, la gola dove la strada finisce. Ognuna dice dove si trova e com’è davvero, così puoi costruire un itinerario su misura per i giorni che hai.

Il Sahara

1. Entrare fra le dune di Erg Chebbi in cammello

Berber guide leading a camel caravan across Erg Chebbi at dusk

La carovana lascia Merzouga nel tardo pomeriggio e avanza nella sabbia mentre la luce passa dall’oro al rosa. È più lento di quanto immagini e molto più silenzioso: dopo dieci minuti restano solo il passo degli animali e il vento sulle creste.

Indossa pantaloni lunghi e porta una sciarpa: rinfresca appena il sole scende.

2. Dormire in un campo tendato fra le dune

Luxury desert camp tents glowing at sunset among the dunes of Merzouga

I campi stanno negli avvallamenti dell’erg, lontano dalla vista del villaggio, con i tappeti a terra e la cena servita sotto il telo. Sparecchiato, il fuoco e i tamburi accompagnano la serata finché il freddo manda tutti a dormire.

Da novembre a febbraio le notti sono fredde: un pile vale lo spazio in valigia.

3. Salire su una duna per l’alba

Woman in a teal dress on rippled Erg Chebbi dunes at golden hour

L’alba è il motivo per alzarsi al buio. Salire una duna è faticoso nella sabbia morbida, ma dalla cresta l’erg si apre in onde e il colore cambia di minuto in minuto mentre il sole supera l’orizzonte.

Parti circa quaranta minuti prima dell’alba e sali scalzo: le scarpe si riempiono di sabbia.

4. Guardare il cielo del Sahara dopo cena

Saharan bivouac lounge with lanterns, carpets and a thatched canopy at dusk near Merzouga

Lontano dai centri abitati, il cielo del deserto è lo spettacolo della sera. I salotti dei campi sono illuminati da lanterne e non da fari, e quando l’occhio si abitua le stelle riempiono il cielo da un orizzonte all’altro.

Lascia agli occhi un quarto d’ora per adattarsi e tieni spenti gli schermi.

5. Attraversare le dune in 4x4

White 4x4 SUV performing dune bashing in the orange Sahara Desert

Il 4x4 arriva dove il cammello non può: la hammada piatta, la roccia vulcanica nera, i villaggi al bordo della sabbia. La guida sulle dune è breve e intensa: pochi minuti di salite e scivolate con il motore al massimo.

Chiedi l’uscita del mattino se soffri il mal d’auto: l’aria è più fresca e calma.

6. Uscire in quad sull’erg

Female tourist with arms outstretched on a quad bike at sunset at Erg Chebbi

Il quad è il contrappunto rumoroso del cammello e il modo più immediato per capire quanto è grande Erg Chebbi. I percorsi seguono la sabbia compatta ai piedi delle dune, con una guida che apre la strada.

Porta occhiali e una sciarpa per il viso: la sabbia viaggia con te.

Marrakech

7. Cenare nella piazza Jemaa el-Fna

Aerial night view of Jemaa el-Fna packed with illuminated food stalls in Marrakech

Ogni sera la piazza principale di Marrakech diventa una cucina all’aperto: banchi numerati, vapore, panche condivise con sconosciuti. È rumorosa e teatrale, ed è ancora il posto dove mangia la città.

Fai un giro completo prima di scegliere e conferma l’ordine prima che arrivi.

8. Perdersi nei souk di Marrakech

Atmospheric leather souk tunnel crammed with hanging bags in the Marrakech medina

A nord della piazza la medina si chiude sopra la testa: gallerie di pelle, botteghe di lanterne, vicoli dei tintori. Perdersi fa parte del gioco: i vicoli finiscono sempre per riportarti su una via che conosci.

Scegli un punto di riferimento e un orario per uscire, poi cammina senza mappa.

9. Entrare nel cortile della madrasa Ben Youssef

Tourists inside the ornate courtyard of Ben Youssef Madrasa in Marrakech

L’antica scuola coranica è la stanza più silenziosa di Marrakech: cedro intagliato, stucco e zellige attorno a una vasca immobile. Vai presto e il cortile sarà quasi solo tuo.

La mattina è il momento più tranquillo e la luce sulle piastrelle è la migliore.

Fes

10. Camminare nei vicoli di Fes el-Bali

Busy souk alley lined with craft shops in the Fes medina

Fes è la medina che funziona ancora: asini carichi di merce, botteghe dietro ogni porta, strade troppo strette per un motore. Una mattina qui mostra come vive oggi una città medievale.

Prendi una guida locale per la prima mezza giornata: i vicoli confondono davvero.

11. Affacciarsi sulle concerie di Chouara

Workers treating leather hides among the dyeing pits of a traditional Fes tannery

Le vasche di pietra di Fes sono lavorate a mano da secoli, e le terrazze che le sovrastano appartengono ai negozi di pelle. L’odore è reale, i colori sono straordinari e il lavoro là sotto è duro.

Ti daranno un rametto di menta da tenere sotto il naso. Accettalo.

12. Guardare un artigiano al lavoro

Moroccan blacksmith hammering hot metal with sparks flying — traditional medina forge

Dietro le vetrine la medina è un laboratorio: fabbri alla forgia, tornitori del cedro, ramai, tessitori. Fermarsi a guardare — e comprare da chi ha fatto l’oggetto — resta il souvenir migliore.

Chiedi prima di fotografare chi lavora; quasi tutti diranno di sì.

La strada verso sud

13. Valicare l’Alto Atlante sul Tizi n’Tichka

Moroccan kasbah gateway on a desert road with snow-capped High Atlas behind

La strada da Marrakech a Ouarzazate sale fra villaggi di noci e tornanti fino al passo, poi scende nel paese delle kasbah rosse. Il viaggio è l’attrazione: le soste contano più dell’orologio.

Fermati ai punti panoramici in salita: la luce è migliore prima di mezzogiorno.

14. Salire allo ksar di Ait Ben Haddou

Ait Ben Haddou ksar reflected in the Ounila river — UNESCO World Heritage Site

Le torri di terra sopra il fiume Ounila sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO e hanno fatto da set molte volte. Attraversa il fiume, sali per i vicoli e arriva al granaio per la vista sulla valle.

È a circa trenta minuti da Ouarzazate: vai presto o a fine giornata per evitare la luce dura.

15. Entrare a piedi nelle gole del Todra

Group of tourists walking through Todra Gorge with a Berber guide — red limestone cliffs

Le pareti calcaree si stringono in un corridoio poco più largo della strada, con un torrente sul fondo. Cammina oltre gli alberghi e il rumore sparisce; sopra di te ci sono arrampicatori appesi alla roccia.

Nel tardo pomeriggio la luce accende la parte alta delle pareti e la folla si è diradata.

16. Seguire la strada della valle del Dades

Person in a djellaba with arms wide above the lush Dades Valley oasis from a viewpoint

Tra Ouarzazate e il deserto il Dades traccia un nastro di oasi con le kasbah sui versanti. I famosi tornanti meritano la sosta, ma sono i villaggi ai lati a far venire voglia di rallentare.

Spezza qui il viaggio invece di tirare dritto fino a Merzouga.

17. Percorrere i palmeti della Draa

Dense palm grove of the Draa Valley oasis stretching toward the mountains

A sud di Ouarzazate la strada segue il fiume più lungo del Marocco in un corridoio di palme da dattero e villaggi di terra cruda fino a Zagora. È il deserto più verde che vedrai.

I datteri si raccolgono in autunno: le bancarelle lungo la strada li vendono freschi.

Il nord e la costa

18. Passeggiare nella medina blu di Chefchaouen

Tourist overlooking the iconic blue-painted buildings of Chefchaouen from above

Un paese dipinto in cento sfumature di blu, impilato su un versante del Rif. Mezza giornata di vicoli e scalinate basta, e il belvedere sopra il paese vale la salita per la luce della sera.

Qui ci vive gente: chiedi prima di fotografare porte e persone.

19. Camminare sui bastioni di Essaouira

Stone Sqala du Port ramparts and cannons facing the Atlantic in Essaouira

Il vento atlantico tiene fresca Essaouira quando l’interno brucia. I bastioni della Sqala guardano il mare con i cannoni ancora al loro posto, e il porto sotto profuma di pesce e vernice fresca.

Porta una giacca anche d’estate: il vento non si ferma mai.

20. Surfare la costa atlantica

Three surfers on boards at golden hour with a Moroccan rocky cliff coast behind

A nord di Agadir la costa alterna point break e onde di spiaggia, con una scuola di surf in ogni villaggio. I principianti trovano onde lunghe e indulgenti; le scogliere lavorano per tutti gli altri quando arriva la mareggiata.

L’inverno porta le onde più grandi. L’estate è più dolce e ideale per imparare.

21. Incontrare i cammelli sulla spiaggia di Agadir

Camels resting on a wide Atlantic beach in Agadir, Morocco

La baia di Agadir è una lunga curva di sabbia con la passeggiata alle spalle e i cammelli che aspettano in riva per il giro di fine giornata. È l’atterraggio più morbido del Marocco dopo un volo.

Accordati sul giro e sul prezzo prima di salire.

22. Vedere la moschea Hassan II sull’oceano

The Hassan II Mosque rising above the ocean front in Casablanca

La grande moschea di Casablanca è costruita sull’Atlantico, e le sue dimensioni si capiscono solo ai piedi del minareto, con le onde che si rompono sotto. I visitatori non musulmani possono entrare con le visite guidate.

Controlla gli orari in giornata: cambiano attorno alle preghiere.

Cultura e tavola

23. Partecipare a una serata di musica amazigh

Amazigh musicians in white djellabas playing bendir drums at an outdoor ceremony

Tamburi bendir, battito di mani e canto a botta e risposta: così passano le sere nel sud. Suonata all’aperto attorno al fuoco, è meno spettacolo che conversazione, e gli ospiti finiscono presto dentro il cerchio.

Di’ di sì quando ti passano un tamburo. Nessuno giudica il tuo ritmo.

24. Bere il tè come si serve qui

Traditional Moroccan mint tea in ornate gold-decorated glasses beside a silver teapot

Tè verde, menta fresca, zucchero, versato dall’alto per fare schiuma, e mai un bicchiere solo. Viene offerto ovunque — botteghe, campi, case — ed è così che inizia una conversazione.

Accettare il secondo bicchiere è normale. Rifiutarli tutti e tre no.

25. Sedersi a una vera tavola marocchina

Moroccan mezze spread with dips, couscous and tagine dishes on a wooden table

Un tajine cotto lentamente sulla brace, insalate cotte per iniziare, couscous il venerdì, il pane al posto delle posate. Chiedi alla tua guida dove mangia e farai meglio di qualsiasi lista.

Segnala allergie o dieta vegetariana alla prenotazione: le cucine si organizzano prima.

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